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Strappati all’oblio Strategie per la conservazione di un luogo di memoria del secondo Novecento: l’ex Campo di Fossoli

Autore:
A cura di Andrea Ugolini e Francesco Delizia

Editore:
altralinea edizioni, Firenze

Anno:
2018

Campo di Prigionia nel ‘42, poi di raccolta per gli ebrei diretti in Germania, centro per profughi stranieri e poi per i Piccoli Apostoli di Nomadelfia, e infine “Villaggio San Marco” per i profughi provenienti dall’Istria: ecco cos’è stato il Campo di Fossoli, ecco chi ha segnato ciò che resta e che oggi vediamo immerso nel verde con le sue povere e fragili baracche. Questo però non vuole essere un libro sulla Storia dell’ex-Campo di Fossoli, ma la risposta al pericolo della “dimenticanza” che per tanto tempo ha minacciato questo come tanti altri lieu de mémoire, specie poi se luoghi del trauma o della violenza nazifascista.

Il volume vuole infatti dar conto delle riflessioni a più voci che si sono fatte su questo e su altri luoghi di memoria, della paziente raccolta di dati storici e di analisi sulla consistenza materiale dei manufatti che qui si conservano, dell’analisi paesaggistica di quello che è oggi il Campo, ma anche dei primi passi e progetti per la messa in sicurezza e il consolidamento di alcune baracche arrivando a suggerire strategie per la conservazione attiva di manufatti e paesaggi che caratterizzano realtà come Fossoli, un “unicum prezioso e inscindibile” che si reputa debba essere necessariamente interpretato e gestito nella sua complessa e multiforme totalità.

 

Strappati all’oblio

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«La natura, riprendendo a sé i materiali sottratti dall’uomo, opera armonicamente, così da lasciare ai ruderi una possibilità di ricostruzione ideale. Da ciò il fascino e la bellezza delle ruine. Il restauratore che ne limita la forma […] impone al monumento e all’osservatore una sua opinione personale tanto più sgradevole quanto più la natura aveva aggiunto alle ruine il bisbiglio dei ricordi indefiniti che essa sola conosce»

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