L’Associazione Artistica fra i Cultori di Architettura in Roma (1890-1930) – Presentazione dei lavori preliminari della Mostra

Dic 9, 2021 | convegni e workshop

10 dicembre 2021 ore 16
Sapienza Università di Roma – Facoltà di Architettura
Aula Fiorentino, via Antonio Gramsci 53

La Mostra illustra l’attività dell’Associazione Artistica fra i Cultori di Architettura, fondata il 23 gennaio 1890 per iniziativa dell’architetto Giovanni Battista Giovenale e un gruppo di 24 soci promotori legati al mondo artistico, architettonico e letterario romano.

I progetti, conservati nell’Archivio e nella Biblioteca del Centro di Studi per la Storia dell’Architettura – Casa dei Crescenzi, rappresentano un patrimonio documentario di particolare importanza per la storia dell’architettura e dell’urbanistica romana. Si tratta di un materiale archivistico inedito, per il quale l’allestimento rappresenta una grande opportunità di conoscenza; verranno, pertanto, presentate opere e progetti unici e inediti che interessano ambiti progettuali diversi ma tutti collegati al ruolo di Roma Capitale: dalle questioni urbane (sistemazione del Foro Boario, piano regolatore di piazza d’Armi e Flaminio, piano regolatore di Ostia Nuova) a quelle edilizie (villini ad Anzio, case asismiche nella Marsica); dal restauro (S. Maria in Cosmedin, S. Saba, S. Maria degli Angeli, S. Lorenzo in Lucina) all’archeologia e al verde (Passeggiata archeologica) fino alle strutture per lo spettacolo (teatri e cinema).

Il Fondo AACAr comprende, infatti, disegni, fotografie, lastre fotografiche, elaborati e carte (corrispondenza, relazioni, scritti, appunti, etc.), di vari formati, supporti e tecniche di numerosi progettisti, tra i quali alcuni dei più noti nomi dell’epoca e docenti della Scuola di Architettura. Il visitatore della Mostra potrà, quindi, visionando documenti, disegni e immagini, immergersi nell’ambiente storico-culturale compreso tra fine Ottocento e primi decenni del Novecento.

Sarà possibile seguire l’evento anche link di Google Meet: https://meet.google.com/mvu-ikqg-gmt

Programma completo: Brochure

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«La natura, riprendendo a sé i materiali sottratti dall’uomo, opera armonicamente, così da lasciare ai ruderi una possibilità di ricostruzione ideale. Da ciò il fascino e la bellezza delle ruine. Il restauratore che ne limita la forma […] impone al monumento e all’osservatore una sua opinione personale tanto più sgradevole quanto più la natura aveva aggiunto alle ruine il bisbiglio dei ricordi indefiniti che essa sola conosce»

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