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Titolo della Ricerca:

Invisible | Accessible. Masonry Domes of the 15th and 16th Centuries in Campania. Innovative Strategies for the Interpretation and the Multi-thematic Inclusive Fruition of Vulnerable Architectures [iDome]

Parole chiave:

Restauro, cupole, materiali e tecniche costruttive storiche, Campania

Gruppo di lavoro:

PI: prof. arch. Valentina Russo

Raffaele Amore, Aldo Aveta, Alfredo Buccaro, Francesca Capano, Mara Capone, Gianluigi de Martino, Salvatore Di Liello, Maurizio Fedi, Gian Piero Lignola, Bianca Gioia Marino, Andrea Pane, Renata Picone, Stefania Pollone, Marella Santangelo, Luigi Veronese, Mariarosaria Villani

ASSEGNISTI, PH.D., DOTTORANDI, SPECIALIZZANDI 

Consuelo Isabel Astrella, Claudia Aveta, Antonella Barbato, Stefano Belliazzi, Luigi Cappelli, Claudia Di Benedetto, Emanuela Lanzara, Mariano Marmo, Federica Marulo, Iole Nocerino, Gian Marco Prisco, Giancarlo Ramaglia, Lia Romano, Giovanna Russo Krauss, Giovanni Spizuoco, Damiana Treccozzi, Elena Vitagliano, 

TIROCINANTI 

Benedetta Amato, Giovanni Galiero, Maria Giacco, Matteo Venanzio

Tipologia:

Ricerca di Ateneo

Settore/i disciplinari coinvolti (indicare i GDS):

CEAR-11/B Restauro dell’architettura

Anno d’inizio:

2017

Anno di fine:

2020

Descrizione

Il progetto di ricerca concentra l’attenzione sulle cupole in muratura – elementi tanto emergenti nel paesaggio urbano storico quanto costruttivamente complessi – da considerare quali “macro-elementi” storicamente vulnerabili nei confronti delle azioni sia statiche che dinamiche. In continuità con studi condotti nel corso degli anni da molti dei co-proponenti, il progetto sperimenta un approccio conoscitivo integrato per l’interpretazione delle strutture cupolate che tiene insieme metodologie di indagine tradizionali e strategie innovative per la comprensione delle strutture invisibili. Tale approccio considera, in una visione d’insieme, le componenti verticali, quali fondazioni, pilastri, tamburi, attici e lanterne, quelle curve, quali archi, volte e pennacchi, nonché gli elementi di pre-consolidamento posti in opera in fase di costruzione ovvero nel corso di successivi interventi di restauro (catene metalliche, tiranti, grappe, ecc.). Queste tematiche affrontano questioni cruciali per lo studio delle cupole concernendo, innanzitutto, la sovrapposizione tra superfici interne ed esterne – quali rivestimenti in copertura e affreschi – che nascondono gli elementi costruttivi non consentendone la comprensione. Inoltre, si tengono in considerazione fattori connessi alla difficile ispezionabilità e all’inaccessibilità di tali strutture, dovute alle notevoli dimensioni e alle cospicue altezze dal piano di calpestio che solitamente le caratterizzano. Insieme alla presenza di superfici decorate, tali problematiche costituiscono un forte limite per le metodiche diagnostiche tradizionali, richiedendo, di conseguenza, nuove strategie di indagine – da condurre a distanza ovvero attraverso approcci non distruttivi – in grado di documentare l’invisibile sia per le parti emergenti che per quelle nascoste. Limitato il campo di indagine al contesto costruito campano del periodo compreso tra il XV e il XVI secolo, il progetto sviluppa un modello integrato di conoscenza nel quale tecniche di interpretazione “umanistica”, rilievi bottom-up/bottom-down e indagini sui materiali diventano complementari e sono in grado di fornire indicazioni utili per il restauro delle cupole murarie.

Link

https://idome.site

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Majolica tiles on domes (MaTiDo)

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Titolo della Ricerca:Parole chiave: Cupole maiolicate, architettura, restauro, rappresentazione, modelli digitaliGruppo di lavoro: Mara Capone (P.I.), Luigi Veronese, Raffaella Russo Spena (proponenti) Tipologia: Ricerca su di Ateneo Ente che ha finanziato il...