
In ricordo di Vittorio Foramitti
In ricordo di un caro amico, Vittorio Foramitti
Ho appreso con grande dolore della perdita del caro amico e collega Vittorio Foramitti, scomparso prematuramente martedì 19 maggio a Udine, sua città natale.
Vittorio si era laureato nel 1990 presso l’Istituto Universitario di Architettura di Venezia con una tesi sul Restauro architettonico e urbanistico dei due castelli e del borgo di Strassoldo (UD), sotto la supervisione dei professori Giuseppe Cristinelli e Francesco Doglioni.
Dal 1994 ha collaborato all’attività didattica del corso di Restauro architettonico del prof. Cristinelli presso l’Istituto Universitario di Architettura di Venezia, dove ha ricoperto diversi incarichi di insegnamento e di collaborazione didattica. Nel 2002 ha conseguito il dottorato di ricerca in Conservazione dei Beni Architettonici e del Paesaggio presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II con una tesi dal titolo «Tutela e restauro dei monumenti in Friuli-Venezia Giulia, 1850-1915».
Nel 2003 ha iniziato a insegnare all’Università di Udine come docente a contratto di restauro architettonico; due anni dopo è diventato Ricercatore presso il Dipartimento Politecnico di Ingegneria e Architettura della stessa Università. Successivamente, si è trasferito presso il Dipartimento di Studi umanistici e del patrimonio culturale, sempre a Udine, divenendo professore associato.
La sua attività di ricerca si è concentrata principalmente sullo studio della teoria e della pratica del restauro monumentale nel Friuli-Venezia Giulia tra il XIX e il XX secolo, analizzando i diversi approcci e le questioni culturali e politiche legate alla conservazione dei monumenti in un territorio diviso tra il Regno d’Italia e l’Impero austriaco, nonché l’influenza di importanti studiosi come Alois Riegl nella definizione del restauro di alcuni monumenti della regione. Tra le sue pubblicazioni si ricordano: «Alois Riegl ed il restauro del campanile della Basilica di Aquileia» (1998), «I restauri ottocenteschi dei mosaici della Cattedrale di San Giusto a Trieste» (2002), «Tutela e restauro dei monumenti in Friuli-Venezia Giulia, 1850-1915» (2004), «Requisiti strutturali e conservativi nell’attività delle istituzioni italiane e austriache tra il XIX e il XX secolo: restauri in Friuli e nel Küstenland» (2007), «Il tempietto longobardo nell’Ottocento» (2008), «I monumenti friulani fra Impero austriaco e Regno d’Italia» (2014) e «La tutela e il restauro dei monumenti nel Regno Lombardo-Veneto» (2015).
Parallelamente, Vittorio ha approfondito i temi legati allo studio, alla conservazione e al riutilizzo delle architetture fortificate, partecipando alle attività dell’Istituto Italiano dei Castelli, di cui è stato presidente del Comitato Scientifico nazionale dal 2014 al 2020 e presidente della sezione Friuli-Venezia Giulia dal 1996 al 2005. Per l’Istituto ha svolto un’intensa attività di ricerca e divulgazione, organizzando diversi incontri di studio e convegni sia locali che nazionali, e curato il Premio Nazionale di Tesi di Laurea sull’Architettura Fortificata. Ha inoltre coordinato la realizzazione della «Carta dei Castelli del Friuli Venezia Giulia».
Più recentemente, si è interessato alla nascita della disciplina del restauro in Francia nell’Ottocento, pubblicando nel 2022 il volume «Jean-Philippe Schmit. Alle origini della conservazione e Chartres, 1836-1841: la ricostruzione della copertura in ferro e ghisa».
Alla sua attività di studio e di ricerca ha affiancato quella operativa, conducendo molteplici ricerche storiche su monumenti sottoposti a tutela in relazione a progetti di restauro per conto delle amministrazioni comunali e della Soprintendenza, come nel caso dell’ex Macello e della Cella frigorifera di Udine. Ha inoltre collaborato alla progettazione e alla direzione dei lavori di restauro di diversi edifici vincolati, quali l’ex convento di San Francesco e l’ex convento dei Domenicani a Pordenone, Palazzo Caiselli a Udine e il Castello di Monte Albano, al quale stava lavorando proprio in questi mesi.
La sua improvvisa scomparsa lascia un vuoto nella comunità accademica friulana e nel mondo dei docenti di Restauro architettonico di tutta Italia. Resta il ricordo di una persona garbata, preparata e sempre disponibile che ha saputo trasmettere agli studenti competenza e passione, di un architetto legato alla sua terra e di uno studioso che ha contribuito in modo concreto alla conoscenza e alla conservazione dell’identità architettonica del Friuli-Venezia Giulia.
Fin qui il ricordo accademico dedicato ad uno stimato collega. Queste ultime righe, invece, sono riservate all’amico Vittorio. Ci siamo conosciuti più di venticinque anni fa, durante il dottorato a Napoli, e da allora, nonostante la distanza tra le nostre città, è nata un’amicizia vera che andava ben oltre gli aspetti accademici e di ricerca. È stato molto doloroso scrivere queste righe, spero di non aver dimenticato nulla, proprio non riesco a crederci. Mi mancheranno le nostre conversazioni telefoniche e le tue risate ogni volta che mi scappava un’espressione in napoletano.
Raffaele Amore
21.05.2026
Foto di Donatella Rita Fiorino, 17 ottobre 2025, Strassoldo (UD), luogo caro a Vittorio, già oggetto della sua tesi di laurea in Restauro Architettonico.
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