In ricordo di Saverio Carillo

Mar 23, 2024 | comunicazioni, in evidenza

È con grande dolore che comunichiamo la perdita del collega e amico fraterno Saverio Carillo, spentosi giovedì 20 marzo nella sua Nola, dov’era nato nel gennaio del 1963. L’attaccamento e l’attenzione al luogo natio e ai suoi patrimoni ne hanno particolarmente segnato l’attività, fornendo anche testimonianze preziose di una partecipazione intensa e costante alla vita di comunità e alla valorizzazione dei paesaggi culturali. Il Museo Storico Archeologico di Nola, la celebre Festa dei Gigli – patrimonio immateriale dell’Unesco – il complesso delle basiliche di Cimitile, la basilica di Pompei, le attività pastorali e i pertinenti esiti costruttivi, il duomo di Nola, la cultura materiale sono soltanto alcuni dei repertori culturali locali cui Saverio ha dedicato ricerche e iniziative a sostegno della tutela e la conservazione.
Da vero Cristiano militante, quale è stato, la comunità e i suoi valori testimoniali hanno costantemente rappresentato per lui, non solo un campo di esperienza scientifica, ma anche, e soprattutto, un ambito operativo concreto e necessario, da esplorare con passione. Lo rivelano le molteplici attività didattiche rivolte agli studenti di Architettura e di Design e Comunicazione del Dipartimento di Architettura e Disegno Industriale dell’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”, dove, prima da Ricercatore (2002) – dopo essersi addottorato in Conservazione dei Beni Architettonici (1998) – poi, da professore Associato (2015), infine, appena da qualche mese, da professore Ordinario (2023), ha svolto ininterrottamente la docenza. Durante gli oltre vent’anni d’insegnamento Carillo ha affrontato la disciplina del Restauro da ogni angolazione. Innanzitutto, «le storie e le teorie del restauro» – come amava dire – e la dimensione progettuale della conservazione, sia alla scala architettonica che urbana; quindi, gli aspetti materici e costruttivi dell’edilizia di storica costituzione, le problematiche del riuso e la promozione dell’accessibilità ampliata; infine, i rapporti tra design, comunicazione e significati culturali; queste alcune delle tematiche sviluppate da Saverio anche sul piano formativo. Il suo approccio evidenzia un’attenzione peculiare alla lettura diretta del costruito esercitata, in primis, guardando alla materia e al suo trattamento, attraverso cu trasmettere agli studenti i valori associati, in particolare, mediante la concretezza del “fare”. Innumerevoli sono, difatti, le applicazioni di studio nello sviluppo delle quali il professore guidava gli allievi, al fine di aiutarli a comprendere la polisemia della materia racchiusa nel proprio farsi e le ragioni e le dinamiche che sovraintendono a un’attualizzazione meditata e coerente delle pratiche tradizionali, delle quali le riggiole, la cartapesta, la terracotta e le tarsie sono alcuni validi esempi.
Dopo la laurea in architettura (1992), con grande slancio e abnegazione, Saverio persegue la carriera universitaria, collaborando con la cattedra di Restauro del professore Giuseppe Fiengo, con il quale, prima a Napoli (Università Federico II), quindi, dalla metà degli anni Novanta, ad Aversa, presso l’allora Facoltà di Architettura della Seconda Università degli Studi di Napoli, intreccia un rapporto di stima e affetto reciproci. Nella propria crescita intellettuale, difatti, Carillo non prescinderà mai dal confronto con il mentore, secondo un sentimento di spontanea e sincera complicità culturale. Non a caso, in occasione del settantesimo compleanno, gli offrì l’omaggio più bello, pubblicando «L’odore dei limoni». Bibliografia di Giuseppe Fiengo 1964-2007 (Napoli, 2007), il cui titolo richiama un’altra dote di Saverio: la vena sensibile e poetica.
Gli insegnamenti del Maestro, dinamicamente intrecciati con le qualità umane e scientifiche dello studioso nolano, rimarcano indelebilmente i contenuti e gli approcci della sua produzione, in particolare, per il ruolo centrale attribuito all’indagine diretta dell’architettura e dell’ambiente attraverso l’analisi degli aspetti materiali e la loro stratificazione, avvalorati dalla ricerca delle implicazioni espressive e, soprattutto, dei “valori di relazione” sedimentati nel loro costituirsi. Lo studio delle connessioni sociali, culturali e, segnatamente, religiose che nella longue durée, in un processo di mutuo adattamento, le comunità intrecciano al proprio interno e con i luoghi che le definiscono, connotano, difatti, una parte importante della sua attività (Come i Magi nella notte di Gerusalemme. L’Aula san Pio X a Lourdes. Novecento e metamorfosi del Monumento sacro, Napoli 2019; Madunina di Milano. La copia al vero del simbolo ambrosiano. Tradizione e innovazione nel cantiere dell’arte, Napoli 2015). Del resto, sin dai suoi primissimi contributi l’architettura sacra ha costituito un campo di lavoro privilegiato, affrontato secondo prospettive spesso complesse, come l’inserimento della produzione novecentesca e contemporanea nei contesti antichi, nonché, secondo alcuni, “marginali”, come l’aggiunta di nuovi altari e di porte in bronzo. I tanti articoli apparsi sulla storica rivista “Arte cristiana”, della quale era anche membro del Comitato scientifico, e il volume Spes contra spem. Gustavo Giovannoni e Gino Chierici tra Liturgismo e Conservatorismo colto. Teorie, storiografia, metodologie, interventi (Napoli, 2007), ne sono ulteriori testimonianze.
Le finalità e i metodi di ricerca di Saverio sono stati capaci di assumere sostanza nella determinazione di un pensiero disciplinare frutto di uno scambio proficuo tra le necessità fisiche, oggettive, del Restauro e le esigenze ideali, soggettive, di una ipostatizzazione teorica in grado di rendere sussistente e operativa una dimensione progettuale non solo immanente, ma anche trascendentale. In tale connaturata duplicità riscontriamo lo spessore del suo contributo scientifico alla disciplina del Restauro, che, attraverso la relativa determinazione concettuale, ha assunto una sua chiara specificità tematica, densa e continuativa, nello sviluppo del proprio percorso formativo in qualità di paziente ricercatore e, al contempo, di propulsivo formatore delle giovani generazioni. Come scriveva Georg Wilhelm Friedrich Hegel, «il primo e più originario bisogno dell’arte è che una rappresentazione, un pensiero, vengano enucleati dallo spirito, che vengano prodotti mediante l’uomo e da lui posti come opera [ein werk], così come nel linguaggio si danno rappresentazioni come tali, che l’uomo comunica e rende comprensibili agli altri».
Saverio Carillo è stato un uomo di Fede, che ha saputo onorare il dono della vita. Un intellettuale che credeva nei valori e che ha condotto un’esistenza, purtroppo breve, fondata su questi. L’amore sconfinato per la sua sposa Maria Carolina, per la famiglia, per gli amici, per i colleghi e gli allievi ne sono l’attestazione.
Grazie per l’esempio di onestà, generosità, bontà d’animo e vitalità che hai trasmesso a noi, che abbiamo avuto il privilegio di vivere tanti momenti con te; grazie anche per la tua gentilezza, il tuo garbo, la tua ironia. Purtroppo, la tua assenza si farà sentire, ma una parte di te ci accompagnerà sempre, carissimo Saverio.

Marina D’Aprile, Caterina Giannattasio e Paolo Giordano
23 marzo 2024

 

Ultime news

altro da comunicazioni

Nuovo Consiglio Direttivo SIRA 2024-’27. Ringraziamenti e prime Comunicazioni. Riforma MiC e nuove famiglie professionali. La questione dei requisiti per il reclutamento dei funzionari tecnici

Nuovo Consiglio Direttivo SIRA 2024-’27. Ringraziamenti e prime Comunicazioni. Riforma MiC e nuove famiglie professionali. La questione dei requisiti per il reclutamento dei funzionari tecnici

Il neoeletto Consiglio Direttivo di SIRA, ringraziando per la fiducia accordata durante l’Assemblea Generale di Venezia (23-24 febbraio 2024) e avvantaggiandosi del complesso lavoro svolto dai colleghi impegnati nei Consigli Direttivi precedenti – di cui eredita il testimone – ha avviato una prima importante azione a favore della comunità scientifica che rappresenta.