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Giardini di pietre. Il Cimitero Monumentale dell’Aquila

Autori:
Carla Bartolomucci, Simonetta Ciranna

Editore:
Textus Edizioni, L’Aquila​

Anno:
2021

ISBN:
978-88-99299-51-4​

Il Cimitero Monumentale dell’Aquila è un luogo simbolico e denso di memorie che esprime materialmente – attraverso le sue architetture e i manufatti artistici in esso contenuti – la storia della città negli ultimi due secoli e allo stesso tempo ci interroga sul nostro rapporto con il tempo passato, il presente e il futuro.
Esso mostra diverse peculiarità e motivi di interesse dal punto di vista sia culturale (storico, artistico, architettonico, memoriale, identitario) sia paesaggistico per il suo rapporto con la città storica e il contesto territoriale in cui essa è sorta.
Un luogo che stenta ad essere percepito come monumentale (se a questo termine si associa l’idea di un oggetto da esibire nelle occasioni di rappresentanza o da offrire alla promozione turistica), che appare lasciato ai margini di una città impegnata a ricostruire e ricostruirsi.
Eppure, nonostante le criticità conservative esso si presenta come uno speciale spazio di quiete, un ‘giardino del silenzio’ dai molteplici significati; un luogo emblematico in cui i segni del tempo mostrano efficacemente il loro significato e non hanno motivo di essere considerati come qualcosa da nascondere o rimuovere. Un luogo ideale per riflettere sul senso del tempo che simultaneamente distrugge e conserva, quindi per ragionare sulle modalità più appropriate per intervenire in contesti storici e monumentali.

Link: http://www.textusedizioni.it/index.php?option=com_k2&view=item&id=199:giardini-di-pietre-il-cimitero-monumentale-dellaquila&Itemid=1

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Il bisbiglio dei ricordi indefiniti. Progetto paesaggistico e conservazione attiva dei luoghi archeologici

«La natura, riprendendo a sé i materiali sottratti dall’uomo, opera armonicamente, così da lasciare ai ruderi una possibilità di ricostruzione ideale. Da ciò il fascino e la bellezza delle ruine. Il restauratore che ne limita la forma […] impone al monumento e all’osservatore una sua opinione personale tanto più sgradevole quanto più la natura aveva aggiunto alle ruine il bisbiglio dei ricordi indefiniti che essa sola conosce»

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