“Già chiamano in aiuto la chimica…” Restoration from bottega to scientific laboratory and site practice | Call for papers

Mag 12, 2023 | convegni e workshop

15 e 16 dicembre 2023
Plesso di Santa Teresa, via della Mattonaia 18, Firenze
Deadline submission: 9 luglio 2023

L’Università degli Studi di Firenze, il Politecnico di Milano, l’Alma Mater Studiorum | Università di Bologna, l’Opificio delle Pietre Dure organizzano un convegno sugli esordi scientifici della disciplina del restauro.
Sulla base dell’approccio positivista alla ricerca, tipico degli anni ’20 e ’30 del Novecento, nacquero in quel periodo molti laboratori scientifici di restauro, tra cui ad esempio il Research Laboratory del British Museum, lo Straus Conservation Center del Fogg Art Museum di Cambridge (Mass.), il RathgenForschungslabor di Berlino, il Laboratoire pour l’étude scientifique des peintures del Musée du Louvre di Parigi, il Gabinetto di pinacologia e restauro di Napoli e il Gabinetto Restauri di Firenze. La I Conferenza Internazionale per lo studio dei metodi scientifici applicati all’esame e alla conservazione delle opere d’arte, che si tenne a Roma nel 1930, rappresenta in qualche modo il preludio della successiva Conferenza di Atene e avvia la costruzione di un nuovo atteggiamento oggettivista rispetto all’opera d’arte e al manufatto architettonico. Nello stesso periodo, una nuova cultura della ricerca scientifica applicata alle opere d’arte cominciò ad affermarsi in Europa e negli Stati Uniti. In Italia, tale processo ebbe ripercussioni sul piano istituzionale culminando nel 1939, quando fu fondato a Roma l’Istituto Centrale per il Restauro sotto la direzione di Cesare Brandi, in una logica di centralizzazione (e diminuzione) di tutti i laboratori analoghi presenti nella penisola. Si aggiunga che questi erano anche gli anni dell’indagine internazionale sulla formazione dei restauratori, gli anni del convegno dei Soprintendenti del 1938 e dell’introduzione della legislazione nazionale italiana sulla tutela, che avrebbe consentito il definitivo superamento di quella degli Stati preunitari. Le diversificate azioni portate avanti nell’ambito della conservazione del patrimonio storico e artistico italiano, a partire dagli anni Trenta e i singoli personaggi che ne hanno declinato i concetti di tutela, hanno plasmato le radici della cultura italiana del restauro.

In tale cornice, uno dei maggiori protagonisti nel campo della conservazione del patrimonio architettonico è stato Piero Sanpaolesi, che aveva fatto parte del già citato Dipartimento di Restauro della Soprintendenza alle Belle Arti di Firenze (Gabinetto Restauri), istituito nel 1932 da Ugo Procacci. Questa istituzione sarebbe divenuta il nucleo identitario, insieme al mediceo “Opificio delle Pietre Dure”, del moderno omonimo istituto, uno dei più importanti enti di conservazione al mondo.
La storia di tutte le istituzioni citate e le esperienze internazionali tra gli anni ’20 e ’30 del Novecento, per quanto già in parte approfondite, necessitano ancora di un’indagine comparativa e interdisciplinare per stabilire, in particolare, confronti tra il campo dell’architettura e quello del restauro delle opere d’arte, guardando anche alle analisi scientifiche e alle modalità di utilizzo dei risultati. È opportuno dunque cercare di delineare un quadro più articolato della disciplina per giungere a una definizione più puntuale dei contributi critici di alcuni dei protagonisti. In particolare, occorre sottolineare gli approcci interdisciplinari che valorizzano progressivamente la storia materiale delle opere d’arte, in connessione con la storia dell’arte e dell’architettura.

Le giornate di studio hanno dunque l’obiettivo di stimolare una nuova riflessione sul restauro come percorso di conoscenza a partire dall’analisi scientifica dell’opera, nei suoi aspetti materici, tecnici e conservativi. Le giornate del convegno si terranno presso la sede di Santa Teresa del Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi di Firenze il 15 e 16 dicembre 2023. Gli interventi selezionati tramite la presente call for papers saranno ospitati all’interno della rivista di classe A «Restauro Archeologico» edita da Firenze University Press. Sono accettati interventi, in italiano, in inglese e francese (non è prevista la traduzione simultanea per le relazioni durante la conferenza e i relatori sono caldamente invitati a utilizzare la lingua inglese nelle diapositive delle loro presentazioni power point).

TEMATICHE
0. I prodromi
1. Gabinetti scientifici, gli strumenti tecnici e la diagnostica
2. Una prospettiva storica: le realtà regionali e i protagonisti
3. La nascita delle istituzioni preposte alla tutela e la legislazione per la protezione patrimonio storico artistico
4. Il lessico, la manualistica e i glossari scientifici
5. Museologia e conservazione del patrimonio. ll ruolo degli storici dell’arte e dei curatori dei musei
6. La pubblicistica di settore, i periodici e i convegni
7. La collaborazione fra scienza, storia dell’arte e restauro
8. Il ruolo delle Università e del sistema di istruzione e formazione
9. Il cantiere di restauro come laboratorio di conoscenza: i casi studio in una prospettiva comparativa
10. L’interdisciplinarità dei processi: la relazione tra restauro e laboratorio scientifico

ABSTRACT
Per partecipare al convegno è necessario inviare un abstract preliminare (italiano, francese o inglese) sufficientemente esaustivo con indicazione degli scopi, metodologia e risultati.
L’abstract (max 2000 battute spazi compresi) dovrà contenere: titolo, nome dell’autore/i, struttura/ente di appartenenza, e-mail, da 3 a 5 parole chiave, e il “codice” identificativo del contributo (indicare il numero inerente al nucleo tematico).
Il nome e i dati di contatto di tutti gli autori devono essere presentati insieme all’abstract. Gli abstract e i contributi devono seguire i modelli forniti dall’organizzazione del convegno, disponibili sul sito: https://www.dida.unifi.it/p882.html .
L’abstract dovrà essere inviato entro il 9 luglio 2023 in formato PDF a gabinettiscientifici@dida.unifi.it.
Il file dovrà essere nominato come segue: Cognome del relatore, iniziale nome_numero nucleo tematico (1,2, 3…). Esempio: RossiA_2.pdf.

Entro il 17 luglio 2023 verrà comunicata a coloro che hanno presentato l’abstract l’ammissione al convegno (gli abstract verranno esaminati dagli studiosi che costituiscono il Comitato Scientifico del convegno). Agli autori dei contributi scientifici selezionati verrà richiesto successivamente di inviare il testo esteso entro il 10 settembre 2023, da sottoporre a doppia revisione. Il comitato organizzatore si riserva di chiedere agli autori di apportare le modifiche/integrazioni eventualmente suggerite dai referee.

CALENDARIO
9 luglio 2023 – raccolta abstracts (2000 caratteri spazi inclusi)
17 luglio 2023 – comunicazione delle proposte selezionate
10 settembre 2023 – invio saggi (max 12000 caratteri spazi, note e legende incluse)
20 settembre 2023 – notifica all’autore dell’esito della revisione
30 settembre 2023 – invio saggi definitivi
Dicembre 2023 – stampa atti

ISCRIZIONE AL CONVEGNO
Quota di iscrizione convegno: 200€
Quota ridotta per dottorandi/specializzandi: 120€
Quota ridotta soci ICOMOS/SIRA: 180€

SCARICA IL TESTO DELLA CALL:

 

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