
XIII Congresso AISU | La città ferita. Gli spazi urbani come luogo di conflitto, vita, memorie.
7-10 settembre 2027
Genova
Deadline: 18 ottobre 2026
Da sempre le città non sono solo un palcoscenico delle vicende umane – spesso segnate da conflitti più o meno violenti – ma rappresentano esse stesse uno degli esiti più sensibili e duraturi di tali vicende e conflitti. Le trasformazioni urbane portano impressi i segni materiali e simbolici delle tensioni che le hanno attraversate: ferite prodotte da conflitti armati, crisi politiche e sociali, disastri naturali, processi di sfruttamento o di esclusione, ma anche progetti di riforma, ricostruzione e rifondazione.
Le “ferite” urbane investono la dimensione simbolica dei luoghi, le regole della loro appropriazione, le forme stesse della convivenza civile. Tra gli oggetti del contendere vi sono i diritti di cittadinanza e i processi di costruzione identitaria, l’accesso alle istituzioni politiche e l’uso sociale degli spazi, la gestione delle risorse condivise e la realizzazione di infrastrutture d’uso pubblico; ma anche la memoria culturale e le pratiche della sociabilità, gli orizzonti dell’immaginario collettivo e i costumi diffusi, fino alle dinamiche della produzione artistica, letteraria e tecnologica che contribuiscono a connotare l’esperienza urbana.
I contesti e le variabili possono essere i più differenti, a seconda dei periodi, delle geografie e delle scale; tuttavia – in tempo di guerra come in tempo di pace, sotto il giogo di regimi autoritari come negli ordinamenti più libertari, nei momenti di crescita come in quelli di crisi o di emergenza – la città appare come uno spazio continuamente esposto, vulnerabile, attraversato da tensioni che ne mettono in discussione assetti, equilibri e significati. I luoghi urbani non sono mai uno sfondo neutro o un semplice contenitore, ma costituiscono un campo di forze in cui si polarizzano programmi di dominio e istanze di autonomia, aspirazioni progettuali e urgenze materiali, pratiche di sfruttamento e capacità di resilienza, ma anche forme di coabitazione, solidarietà, mediazione e immaginazione politica.
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