Massimiliano Campi, Antonella Di Luggo, Renata Picone, Paola Scala

Pallazzo Penne a Napoli. Tra conoscenza, restauro e valorizzazione

Arte'm, Napoli, 2018

Palazzo Penne rappresenta uno dei rari esempi di architettura di impianto rinascimentale ancora esistente nel centro antico di Napoli e costituisce testimonianza tangibile delle vicende civili, politiche e artistiche della città, dal XV al XVIII secolo. La ricerca condotta nell’ambito dell’accordo di collaborazione scientifica tra l’ente attualmente proprietario della quattrocentesca dimora della famiglia Penne (agenzia regionale campana difesa suolo), il Dipartimento di Architettura e il Centro Interdipartimentale Urbaneco dell’Università Federico II di Napoli ha visto l’università mettere a servizio del proprio territorio le competenze tecniche e scientifiche in grado di affrontare un restauro di tale complessità.

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Sara Di Resta, Luca Scappin, Emanuela Sorbo

FERDINANDO FORLATI NELLA RICOSTRUZIONE POSTBELLICA E NEL RESTAURO DEL NOVECENTO

IUAV, Venezia, 2018

Grazie ad un prezioso lascito degli eredi, l’Archivio Progetti dell’Università Iuav di Venezia conserva il fondo Ferdinando Forlati. Foto, lettere, documenti, disegni ripercorrono la storia progettuale del Soprintendente ai Monumenti di Venezia poi Proto di San Marco: l’archivio descrive gli eventi, i dibattiti, i personaggi, i monumenti dei grandi casi fondativi del restauro del Novecento attraverso la vita di Ferdinando Forlati.

Gli studi e le ricerche condotte raccontano delle protezioni, dei bombardamenti e della ricostruzione dei monumenti dopo la Prima e la Seconda Guerra Mondiale, analizzano le sperimentazioni e l’utilizzo
di tecnologie moderne nei sistemi di consolidamento e restauro, descrivono le forme di intervento nel rapporto tra ricomposizione dei frammenti e reintegrazione delle lacune, rendono visibile l’azione costante e immanente del progetto che muta la città.

I testi, articolati in tre sezioni (Immagini di Città, Mezzi costruttivi modernissimi e La reconstruction artistique en Italie) documentano con foto e disegni appartenenti al fondo archivistico Ferdinando Forlati depositato presso l’Università Iuav di Venezia la storia progettuale di Ferdinando Forlati e la intrecciano con l’epica nazionale della ricostruzione postbellica e della sperimentazione tecnologica del restauro nel Novecento.

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Maria Letizia Accorsi

Da unità sistemica a configurazione episodica. I giardini pubblici di Testaccio a Roma

Edizioni Quasar, Roma, 2018

Lo studio intende indagare il sistema costituito dal parco pubblico di Monte Testaccio e dai due settori del parco Cestio – l’uno collocato alle spalle dell’edificio postale di Adalberto Libera e Mario De Renzi, l’altro posto di fronte oltre la via Marmorata – che appaiono oggi fra loro del tutto sconnessi. Attraverso la ricca documentazione testuale e grafica, in parte inedita, è possibile tracciare l’iter dei diversi progetti, corredati dai dibattiti che hanno accompagnato la fase decisionale; ne emerge il ruolo prioritario assegnato alle viste scenografiche verso le vestigia dell’antichità, l’importanza monumentale riconosciuta al paesaggio storico o storicizzato dall’opera di artisti e letterati del passato, nonché l’attenzione per il patrimonio arboreo in sé.

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Simona Benedetti, Roberta Maria Dal Mas, Ilaria Delsere, Fabrizio Di Marco

Gustavo Giovannoni. L’opera architettonica nella prima metà del Novecento.

Campisano Editore, Roma, 2018

Negli ultimi anni la figura di Gustavo Giovannoni è stata oggetto di ripetute analisi, in buona parte riguardanti i suoi fondamentali apporti alle teorie del restauro architettonico e urbano. Eccettuati i contributi sulla fabbrica della Birra Peroni rimane poco approfondita la sua attività di progettista, che egli svolge parallelamente all’articolato corpus di elaborazioni teoriche, metodologiche e didattiche, oggetto di particolare attenzione da parte degli studiosi. In questo volume si prendono in esame alcune opere, scelte in un ventaglio di tipologie di committenza pubblica e privata (ville, villini, palazzi, edifici pubblici, alberghi, edifici antisismici, rifugi montani, edifici scolastici, chiese, monumenti funebri), che Giovannoni progetta e realizza nell’arco dei primi quarant’anni del Novecento. La ricerca si è avvalsa prevalentemente del materiale documentario conservato nell’archivio personale dell’ingegnere romano, custodito a Roma presso il Centro di Studi di Storia dell’Architettura, Casa dei Crescenzi. La lettura critica delle architetture analizzate, svolta attraverso confronti diretti con opere coeve e riscontri con documentazione di altri archivi pubblici e privati, delinea un denso catalogo di progetti e di opere edificate, alcune delle quali inedite, che contribuiscono ad approfondire ulteriormente la figura del fondatore della Scuola Superiore di Architettura di Roma nel contesto storico-culturale italiano dei primi decenni del XX secolo.

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Carla Bartolomucci

Terremoti e resilienza nell’architettura aquilana. Persistenze, trasformazioni e restauro del palazzo Carli Benedetti

Quasar Edizioni, Roma, 2018

Il libro si pone a conclusione di una ricerca avviata già nella seconda metà degli anni Novanta e proseguita dopo il terremoto del 2009, in occasione del restauro del palazzo (lavori ultimati nel 2016).
Gli approfondimenti conoscitivi derivanti dalle osservazioni sui danni sismici e nel cantiere hanno portato a nuove riflessioni e interpretazioni; il presente lavoro intende documentare quanto compiuto e offrire un contributo di conoscenza da trasmettere al futuro, insieme alla ‘restituzione’ dell’edificio alla sua funzionalità e alla fruizione pubblica. Il progetto e il cantiere di restauro del palazzo Carli Benedetti sono stati un’occasione preziosa per sviluppare e approfondire la conoscenza su diversi filoni di ricerca, che vanno oltre lo studio del singolo edificio. L’analisi delle fasi costruttive ripercorre la storia sismica del territorio, l’indagine storica è estesa alle trasformazioni di un settore urbano (dagli insediamenti medievali fino alle alterazioni più recenti), la ricostruzione della storia conservativa si confronta con le modalità di trasmissione del palazzo nei secoli.
Inoltre, la situazione di danno dopo il sisma ha consentito di osservare numerosi dettagli costruttivi e indizi di trasformazioni; l’osservazione attenta durante le fasi di lavorazione ha portato alla scoperta di apparati decorativi nascosti, a riconoscere le tracce di configurazioni precedenti e di altri dettagli di grande interesse per lo studio dell’architettura storica.

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A cura di Andrea Ugolini e Francesco Delizia

Strappati all’oblio Strategie per la conservazione di un luogo di memoria del secondo Novecento: l’ex Campo di Fossoli

altralinea edizioni, Firenze, 2018

Campo di Prigionia nel ‘42, poi di raccolta per gli ebrei diretti in Germania, centro per profughi stranieri e poi per i Piccoli Apostoli di Nomadelfia, e infine “Villaggio San Marco” per i profughi provenienti dall’Istria: ecco cos’è stato il Campo di Fossoli, ecco chi ha segnato ciò che resta e che oggi vediamo immerso nel verde con le sue povere e fragili baracche. Questo però non vuole essere un libro sulla Storia dell’ex-Campo di Fossoli, ma la risposta al pericolo della “dimenticanza” che per tanto tempo ha minacciato questo come tanti altri lieu de mémoire, specie poi se luoghi del trauma o della violenza nazifascista.
Il volume vuole infatti dar conto delle riflessioni a più voci che si sono fatte su questo e su altri luoghi di memoria, della paziente raccolta di dati storici e di analisi sulla consistenza materiale dei manufatti che qui si conservano, dell’analisi paesaggistica di quello che è oggi il Campo, ma anche dei primi passi e progetti per la messa in sicurezza e il consolidamento di alcune baracche arrivando a suggerire strategie per la conservazione attiva di manufatti e paesaggi che caratterizzano realtà come Fossoli, un “unicum prezioso e inscindibile” che si reputa debba essere necessariamente interpretato e gestito nella sua complessa e multiforme totalità.

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Maria Grazia Turco (a cura di)

Dal teatro all’italiana alle sale cinematografiche

Edizione Quasar, Roma, 2017

Il volume raccoglie gli Atti del convegno Dal teatro all’italiana alle sale cinematografiche. Questioni di storia e prospettive di valorizzazione che si è svolto a Roma nel 2014. L’iniziativa, alla quale hanno partecipato studiosi nazionali e internazionali, ha sviluppato diverse tematiche tutte all’interno del filone di ricerca sull’architettura teatrale e gli spazi destinati alla rappresentazione, comprese le problematiche legate al loro recupero.
Nel libro vengono affrontati argomenti differenti: dall’evoluzione dei teatri europei dell’Ottocento, nelle loro manifestazioni sociali, politiche e architettoniche, alle innovazioni novecentesche che spesso hanno comportato la modifica dei sistemi impiantistico-tecnologici; dall’inserimento di nuove funzioni legate a un’inedita espressione d’arte e rappresentazione, vale a dire il cinematografo, alla sperimentazione costruttiva degli anni Cinquanta del Novecento caratterizzata da alcuni dei protagonisti del Moderno, quali Sergio Musmeci, Giorgio Calza Bini, Riccardo Morandi.
Particolare attenzione è stata riservata anche agli ambiti del restauro e della valorizzazione che oggi interessano tali edifici, sia i teatri sia i cinema, ponendo l’attenzione sulla tutela e la salvaguardia di questo ingente patrimonio architettonico e culturale, oggi compromesso da motivazioni economiche e leggi di mercato che ne determinano continue e illogiche trasformazioni d’uso.

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Gustavo Giovannoni tra storia e progetto

Edizioni Quasar, Roma, 2018

Catalogo della mostra, Roma, Museo Nazionale Romano Terme di Diocleziano, 5 febbraio-15 marzo 2016, Napoli, Palazzo Gravina, 5-23 marzo 2018.
Sommario: G.Rocco, Presentazione
M.L. Neri, Fra teoria e prassi. Un profilo biografico di Gustavo Giovannoni
C.Lenza, La fortuna critica di Gustavo Giovannoni. Traccia per un bilancio a settant’anni dalla scomparsa
M.Docci, M. Magnani Cianetti, Formazione e didattica
P.Cimbolli Spagnesi, A. Roca De Amicis, Storia dell’architettura
S.Benedetti, I. Delsere, F. Di Marco, Architetture
A.Pane, M.P. Sette, Città, ambiente, paesaggio: tra vecchio e nuovo
C.Varagnoli, M.G. Turco, Restauro
A.Pane (a cura di), Bibliografia degli scritti su Gustavo Giovannoni.

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F. Mariano, A. Giuliano

Il Castello d’Aquino a Rocchetta Sant’Antonio. Tra storia e restauro

Andrea Livi Editore, Fermo, 2016

Il volume traccia il percorso storico dell’antico Castello d’Aquino a Rocchetta Sant’Antonio, gettando le basi – con il rilievo architettonico e l’analisi dei degradi – di un futuro ed auspicabile restauro.

Il monumento, probabilmente attribuibile ad Antonio Marchesi da Settignano, segue il modello sperimentato e diffuso da Francesco di Giorgio Martini per le fortificazioni, originali ed aggiornate ai nuovi criteri ossidionali (resisi indispensabili col perfezionamento tecnologico delle armi da fuoco e dell’uso della polvere da sparo). Spesso al centro dell’attenzione di studiosi della architettura militare, per la sua particolare conformazione planimetrica a base triangolare con tre bastioni di forma a mandorla (a bec d’éperon/a becco di sperone, a richiamare i castelli francesi dell’XI-XII secolo), diventa qui, anche in virtù di un’assonanza formale con le opere fortificate del più grande architetto e trattatista militare del Rinascimento, un caso esemplare, di cui si ripercorre storia e contesto per garantirne la conservazione.

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Carlo Manfredi (a cura di)

Le politiche di tutela del patrimonio costruito. Modelli a confronto in Europa

Mimesis, Milano, 2017

Il volume si propone di riconsiderare l’evoluzione della legislazione a seguito di una riforma che ha allargato al paesaggio e alla pianificazione il concetto di tutela. In particolare, l’analisi è riferita a quei paesi che, partendo da evidenti radici comuni, hanno conosciuto una maturazione significativa per vicende e assetto normativo: oltre all’Italia (analizzata nel volume con interventi di Francesco Trovò e Anna Chiarelli), Francia (Cristian Prati), Spagna (Camilla Mileto e Fernando Vegas Lopez-Manzanares), Portogallo (Teresa Ferreira), Ausrtria (Reinhardt Rampold), Germania (Claudia Zanlungo), Inghilterra (Caroline Stanford). Il fine è mettere in luce le potenzialità programmatiche di una protezione del territorio non più solo concepita in maniera difensiva.

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