Offerta didattica – dettagli

Anche le sedi sono molto più numerose di quanto non fossero prima dell’attivazione delle ultime riforme e il quadro nazionale è piuttosto vario: da regioni in cui sussistono uniche sedi (es. Piemonte) a regioni in cui sono attive diverse sedi (es. Marche e Sicilia).

L’operazione è complessa anche per le riforme che si sono succedute, dal D.M. 509/99 al 270/04 e ancora al D.M. 87/09 (restauratori), e per la scomparsa delle Facoltà e la formazione delle Scuole (L. 240/2010): i dati quindi risultano piuttosto fluttuanti.

La presenza più rilevante dei CdL, in cui ritrovare il Restauro, è ancora quella di Architettura, nella duplice forma di corsi a ciclo unico o 3+2 , seguiti a ruota dai corsi in Ingegneria edile – Architettura (entrambi LM4). Ma poi sussistono ancora le Lauree triennali in Scienze dell’architettura L17, di Ingegneria civile e dei sistemi edilizi L7-L23, e i più recenti Conservazione e restauro LMR/2 (per i Restauratori) per lo più incardinati nelle ex-Facoltà di Scienze secondo una filosofia che aveva già portato alla istituzione dei corsi L43 Diagnostica e conservazione beni culturali.

In essi le discipline del restauro insistono in molte modalità e titolazioni: dai più tradizionali Teorie e storia del restauro e Laboratorio di restauro dei monumenti (o architettonico) ai più moderni Fondamenti di conservazione dell’edilizia storica, Cultura e storia del patrimonio, Diagnostica ecc… e ai tanti Laboratori integrati con discipline complementari, a volte anche indicati come Atelier.

Il Report che presenteremo naturalmente comprenderà anche il III livello: le Scuole di specializzazione e i Dottorati.

La riunione del 31 p.v. sarà un’occasione utile per completare i dati eventualmente mancanti e per fare delle riflessioni sulla nostra mission in questo quadro così rinnovato.

A cura di Renata Prescia e Emanuele Romeo