In ricordo di Paolo Torsello, scomparso l’11 Marzo scorso

Domenica 11 marzo, è mancato, a Genova, Paolo B. Torsello.

Socio onorario della SIRA, è stato professore ordinario di Restauro presso la Facoltà di Architettura dell’Università di Genova in cui aveva attivato e diretto – dal 1994 al 2003 – la Scuola di Specializzazione in Restauro dei Monumenti, attualmente Beni Architettonici e del Paesaggio, e fondato il Laboratorio per le Metodiche Analitiche per il Restauro e la Storia del Costruito (MARSC).

Ma ora non è il caso di ripercorrere il suo curriculum, che per molti anni è stato costruito insieme a tanti di noi, ma di ricordare il suo atteggiamento verso la ricerca, lo studio, la didattica e, in definitiva, verso la vita. Curiosità sempre insoddisfatta, rottura degli schemi, rigore del pensiero, gioia e fatica nella costruzione del testo scritto, generosità nella discussione, passionalità e irruenza nel difendere il proprio punto di vista.

Paolo ha unito abilità da artigiano (gli amici lo ricordano nella sua officina intento a costruire archi o pipe) a riflessioni teoretiche e questo continuo passaggio tra costruzione del pensiero e costruzione delle cose gli ha sempre permesso di cogliere la complessità del mondo e di evitare il riduzionismo semplificatorio, anche quando frequentava i territori della tecnica. Con questa consapevolezza e come una sempre rinnovata sfida, ha affrontato di volta in volta il rilievo, l’analisi dell’edificio, il progetto di restauro, la storia, la narrazione affabulatoria.

Proprio una favola è il suo ultimo scritto, pubblicato appena qualche mese fa. Da essa traiamo una frase che ci permette di far emergere dalla memoria una delle sue immagini più abituali: «Aprì la borsa del tabacco, la avvicinò al naso per ascoltarne la fragranza e prelevò una presa di miscela per iniziare a caricare il fornello».

Siamo tutti vicini ai suoi familiari, con profondo affetto e stima.

One thought on “In ricordo di Paolo Torsello, scomparso l’11 Marzo scorso

  1. Maurizio Berti

    Paolo Torsello è stato mio docente in IUAV, 1972 o 1973. In quel periodo insegnava Scenografia.
    Lo ricordo molto disponibile e apprezzato per questa sua disponibilità, rara in anni in cui i professori erano severamente valutati da noi alunni.
    Lo vedevo salire sullo stesso autobus che anche io prendevo per raggiungere la Facoltà. Sempre con il suo libro da leggere durante il viaggio.
    Dopo anni l’ho rivisto in occasione di una breve consulenza. Poi, ai margini di un convegno a Bressanone, ho potuto osservare come gli fossero connaturali, e quindi apprezzabili, quei suoi modi incantati con cui presentava sequenze logiche complicate o paradossi per spiegare alcuni fenomeni. Parlava così anche nelle conversazioni comuni. Il suo incanto, probabilmente, non era una sovrastruttura accademica, ma era il suo tratto di originalità.
    Viva.

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