Freschi di Stampa / Pubblicazioni

Questa pagina ha lo scopo di offrire un repertorio selezionato di studi e saggi ritenuti di particolare significato per la discussione sui temi del Restauro.
Si invitano i lettori a segnalare nuove pubblicazioni che possano suscitare interesse tra gli studiosi
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Federica Ottoni federica.ottoni@unipr.it, Andrea Pane andrea.pane@unina.it

Autore: Adalgisa Donatelli

RESTAURO COME IMPEGNO ISTITUZIONALE. L’opera di Alberto Terenzio a Roma e nel Lazio (1928-1952)

Edizioni Quasar, Roma, 'raw'))) ?>

Alberto Terenzio, Soprintendente di Roma e del Lazio fra il 1928 e il 1952, si trovò ad affrontare un quarto di secolo particolarmente delicato per la tutela e il restauro in Italia, condizionato dalle politiche di esaltazione della romanità promosse dal fascismo e dalle distruzioni provocate dalla guerra.
Lo studio storico-archivistico e la verifica diretta sugli edifici all’epoca restaurati ci restituisce il profilo di un funzionario operoso, ma sostanzialmente pragmatico, poco incline alla formulazione di assunti teoretici, totalmente assorbito dai contenuti gestionali e tecnici del proprio lavoro.
Una personalità, quella dell’architetto piacentino, forse non di primo piano, ma comunque non meno importante per la vicenda concreta dei numerosi monumenti su cui è intervenuto. La sua azione, infatti, nel palesarci la dimensione reale delle difficoltà politiche e tecniche affrontate, dei compromessi imposti, dei nessi fra scelte individuali e contesti, restituisce alla vicenda del restauro una concretezza che la rende ancora viva e per certi versi vicina a noi.
Se, quindi, possiamo considerare conclusa la stagione della ricostruzione in forme semplificate e delle tecnologie cementizie, particolarmente attuale risulta un suo inedito contributo nelle questioni della tutela dell’‘ambiente monumentale’, così come il suo destino di funzionario di Stato, dedito al suo lavoro e vincolato da molti condizionamenti.
Rimanda ancora al legame con la storia di mezzo secolo fa uno specifico approfondimento dedicato ai più recenti restauri che hanno interessato i medesimi monumenti, così da cogliere limiti ed efficacia delle soluzioni adottate nel Novecento. Perché la storia del restauro, oltre a consegnarci uno spaccato delle vicende del passato, si pone sempre come strumento di verifica delle scelte già effettuate e come riferimento per le decisioni da prendere per il futuro.

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Autore: Luca Giorgi, Pietro Matracci

Le torri di San Giminiano. Architettura, città, restauro

didapress - Ricerche, Firenze, 'raw'))) ?>

Le torri conferiscono a San Gimignano un carattere del tutto peculiare che ha fatto meritare a questa città il titolo di luogo tutelato dall’Unesco e, per la prima volta, questi straordinari manufatti sono documentati dettagliatamente sulla base di rilevi appositamente eseguiti. Per ogni torre sono state esaminate le caratteristiche delle murature, i materiali e le discontinuità, identificandone demolizioni e ricostruzioni. Inediti e sorprendenti sono i dati relativi alle tecniche costruttive, alla qualità delle malte, che risulta eccellente, e alle loro dimensioni che coniugano spessori murari ingenti a vani interni ridottissimi e spesso quasi privi di aperture.
Le quattordici torri studiate forniscono così un panorama generale che viene messo in relazione alla struttura urbana della città e mostra come le esigenze dell’abitare ne hanno modificato nel tempo la consistenza. Dallo studio è emerso come la forza iconica delle torri, a partire dalla seconda metà dell’ottocento, abbia dato origine a una lunga stagione di pervasivi restauri che hanno reso San Gimignano città esemplare del medioevo, senza tuttavia modificare in modo profondo le parti emergenti dalla città di questi straordinari manufatti.

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Autore: Donatella Fiorani

Il futuro dei centri storici. Digitalizzazione e strategia conservativa

Quasar, Roma, 'raw'))) ?>

I centri storici costituiscono un argomento per definizione complesso e irriducibile a sintesi, mentre l’informatizzazione si definisce di per sé come processo dinamico, refrattario a codificazioni strutturali permanenti e talvolta piuttosto evanescente negli stessi contenuti. Conciliare queste prospettive così diverse richiede alcuni compromessi, consistenti soprattutto nel privilegiare alcune problematiche rispetto ad altre e accettare di proporre una trattazione ‘aperta’. Si sono quindi approfonditi gli aspetti della conoscenza e della conservazione materiale dei centri storici (pur contemplando la possibilità d’interagire con altro genere di dati) e si è cercato di rappresentare l’architettura complessiva di un sistema informativo multi-scalare, indicandone anche nel dettaglio contenuti e modalità di funzionamento, senza ‘sigillare’ la proposta tramite un’informatizzazione esaustiva. Le possibilità offerte dalla piattaforma Carta del Rischio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali ha consentito di collegare il modello proposto per raccogliere dati e individuare le vulnerabilità di Centri Storici, Unità e Spazi Urbani, Unità e Fronti Edilizi a un sistema informativo territoriale stabile e già collaudato per rappresentare singoli beni culturali.
Lo sviluppo di questo modello tiene conto del contributo dello studio e del dibattito secolare condotto sui centri storici, incrocia apporti multidisciplinari diversi e si avvale dell’apporto mirato di specialisti dell’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione e dell’Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro del MiBAC, oltre che di un affiatato gruppo di lavoro della Sapienza Università di Roma, che ne ha consentito fra l’altro l’applicazione diretta ad alcuni abitati del Lazio.

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