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In concomitanza con l’uscita del secondo numero (dicembre 2014) e allo scopo di programmare e indirizzare i prossimi due numeri (2/2015 e 1/2016), la sezione Restauro della rivista on-line “ArcHistoR. Architecture, History, Conservation”, dell’Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria lancia una call for paper per la pubblicazione di numeri monografici su temi relativi al restauro ritenuti di una certa attualità anche in relazione a nuove tematiche che emergono relativamente al costruito storico. L’obiettivo è, da un lato, un aggiornamento complessivo sullo stato degli studi di settore, dall’altro un invito a riflettere sul futuro della disciplina.

In particolare si sono individuati i seguenti argomenti:

La rigenerazione urbana dei tessuti storici. Il ruolo del restauro

Il concetto di rigenerazione urbana definisce il recupero di quartieri o parti di città costruiti in anni recenti e quasi sempre in condizioni di degrado fisico e sociale, legando insieme le tecniche urbanistiche per la riqualificazione e le iniziative a sfondo sociale basate sulla partecipazione e comunicazione.

Il tema è di grande interesse e attualmente coinvolge oltre e più che gli architetti (in particolare quelli che si occupano di restauro), pianificatori, sociologi ed economisti. Un così nutrito gruppo di competenze, che teoricamente potrebbe essere una risorsa, richiede un chiarimento preliminare sul concetto stesso di “rigenerazione”, poiché talora a tale concetto sottendono significati profondamente diversi inerenti il tessuto storico, la riqualificazione, l’autenticità, ecc..

Per la complessità degli aspetti coinvolti e la poca trasparenza degli obiettivi che si vogliono perseguire, il tema si presta a interpretazioni diverse e spesso si traduce, concretamente, in azioni che comportano una profonda alterazione di questi contesti urbani storici (nei quali si includono anche i quartieri del “Moderno”), con poco riguardo per i molteplici valori che essi contengono.

Gli equivoci in questo settore derivano anche dal fatto che la rigenerazione urbana è oggi intesa non solo quale dispositivo per il recupero dell’edilizia degradata ma anche quale utile strumento per combattere il degrado sociale, terreno di sperimentazione di molti campi della produzione edilizia (impiantistica, problemi di contenimento energetico), per la sperimentazione di tecniche antisismiche, ecc., con significative ricadute economiche, aspetto questo che spesso diventa prioritario sui significati culturali di tali operazioni.

In quest’ottica, politiche per la rigenerazione urbana e strategie per la conservazione raramente coincidono. La call di “ArcHistoR”, dunque, vuole essere un invito a una riflessione – anche avvalendosi di esperienze già in atto in Italia e/o all’estero – sul ruolo del restauro (del suo apparato metodologico e pratico) nelle politiche di rigenerazione urbana e sulla possibilità che un tema così controverso e sfuggente, attraverso un’azione consapevole, possa essere ricondotto entro l’alveo di una conservazione intesa, in questo caso, come governo delle inevitabili trasformazioni.

 

Tecniche per il restauro d’architettura. Innovazione e conservazione

Sul tema dell’innovazione tecnologica nel restauro d’architettura si è scritto molto e altrettanto si è fatto in concreto e indubbiamente si è arrivati alla conclusione che l’innovazione giova al restauro purché ci si cauteli da eventuali conseguenze negative. Tuttavia persiste uno scollamento tra le riflessioni teoriche sulla conservazione dell’architettura e gli aspetti propriamente tecnici. Guardando alle esperienze concrete, ad esempio, sembrerebbe in buona parte superata quella stagione caratterizzata da una vera e propria infatuazione per le nuove tecnologie, che fino a tempi molto recenti ha guidato, in modo spesso acritico e se vogliamo astratto (rispetto alle reali esigenze dell’edificio), gli interventi di restauro; basti pensare, ad esempio, al significativo recupero delle tecniche tradizionali nell’ambito del consolidamento antisismico. Tuttavia, nonostante questo importante riscatto e dunque l’adozione in molti casi di un atteggiamento più consapevole nell’uso delle nuove tecnologie, la teoria del restauro sembra mantenere un disagio latente nei confronti dell’innovazione tecnologica. Forse perché, a livello teorico – ed è questo il tema che la call intende indagare – manca ancora un chiarimento sul perchè e in che misura l’innovazione tecnologica sia utile al restauro (si pensi, ad esempio, al disorientamento di fronte alle indagini conoscitive che, sempre più sofisticate, pongono un problema di gestione e interpretazione dei dati, ma anche di limiti entro cui l’intervento è legittimato ad attuarsi).

La call è un invito a sondare, soprattutto attraverso casi concreti (dall’intervento sul singolo materiale o sulle superfici fino al consolidamento strutturale), queste problematicità e il difficile rapporto, nell’ambito della conservazione, tra efficienza tecnologica e etica della responsabilità.

 

Coloro che fossero interessati a una delle seguenti tematiche possono inviare, entro il 31 marzo 2015, una proposta (un abstract di circa 1500 battute in italiano o inglese) all’indirizzo direttivo.archistor@unirc.it, oppure caricarla direttamente sul sito della rivista (www.archistor.unirc.it) secondo le modalità indicate, specificando entro quale tematica il contributo ricade. Al fine di facilitare lo scambio e la circolazione di idee e studi, la rivista accoglie e valuta anche eventuali altre proposte per numeri monografici su argomenti oggetto di studio da parte di gruppi di ricerca anche multidisciplinari, scuole di dottorato, specializzazione, ecc., sempre attinenti il vasto ambito della conservazione del patrimonio costruito.

inviata dalla prof.ssa Annunziata Maria Oteri

 

The second issue of “ArcHistoR. Architecture, History, Restoration”, the on-line journal of the University Mediterranea of Reggio Calabria, is now on-line. On this occasion and with the purpose of organizing the next two issues (2/2015 and 1/2016), the Restoration section of the Journal will be promoting a call for proposals dealing with up-to-date topics on architectural restoration. The aim is an overall revision of specific research in the field of restoration and, at the same time, an invitation to reflect on the future of the discipline.

In particular the call deals with the following subjects:

Urban regeneration of historic urban fabric. The role of restoration

Urban regeneration defines the requalification of neighbourhoods or parts of cities, built in recent years, which are very often degraded both from physical and social aspects, linking together techniques of planning for the requalification of urban fabric and buildings with social initiatives based on participation and communication.

The topic is extremely newsworthy and brings together, more than architects (in particular those who work in the field of restoration), planners, sociologists and economists. Involvement of such a number of experts, which in theory could be considered a resource, however hides dangerous traps and requires a preliminary enlightenment on the concept of “Regeneration”. Sometimes very different meanings are assigned to the same word and to other related concepts such as urban fabric, requalification, authenticity and so on. Due to the complexity of the matter and the ambiguity of the purposes, the subject could be misunderstood and very often this is the cause of serious damage to historical urban fabric (which also include Modern neighbourhoods) and the values which they hold.

Misunderstanding in this field also derives from the fact that urban regeneration is today considered useful for two, not always compatible, purposes; not only an essential instrument for urban fabric requalification, but also useful in the fight against social degradation; an interesting field of experimentation in building production (implant systems, problems of energetic control), anti-seismic techniques, and a significant economic asset. However, these interventions show that economic purposes generally take priority over cultural issues. For this reason, policies for regeneration and strategies for conservation rarely coincide. The call of “ArcHistoR” is an invitation to reflect, also with the help of practical experiences in Italy and abroad, on the role of restoration (methodological and practical equipment) in policies of urban regeneration and on the possibility that such a controversial and ambiguous subject could be included in the field of conservation, here defined as an action which manages transformations.

Technique for architectural restoration. Innovation and conservation

On the topic of technological innovation in the field of restoration many things have been both written and done. The final result is that restoration needs innovation provided that negative consequence are kept under control. However, a division still exits between theoretical reflections on architectural conservation and technical aspects. Looking at some experiences, for example, that period characterized by a sort of “infatuation” for new technologies, which up to recent time has characterized, sometimes in an abstract and uncritical way, intervention of architectural restoration, seems to have passed; this is certified, for example, by the significant return to traditional techniques in anti-seismic reinforcement. In spite of this important achievement and, as a consequence, adhesion to a more conscious behaviour towards the use of new technologies, the theory of restoration seems to show a latent discomfort in relation to technological innovation. Maybe because, on a theoretical level – and this is the topic of the call –clarification on the reasons and the manner in which technological innovation could be useful to restoration has still not been found. We can look, for example, at the confusion in relation to the ever more sophisticated investigations for the study of historic buildings, which generate a problem of management and interpretation of data but, also, the limits within which interventions can be realized. The call is an invitation to explore, through practical cases (from interventions on building materials to structural reinforcement), these problems and the difficult relationship, within conservation, between technological efficiency and “ethics of responsibility”.

Those interested in one of the proposals should send an abstract (1,500 characters in English and Italian) to direttivo.archistor@unirc.it, by March 31st, 2015, or upload it onto the journal web site (www.archistor.unirc.it), following the instructions given. Author should also specify the subject of the proposal.

To facilitate cultural exchange, “ArcHistoR” will also gather and consider other possible proposals for monographic issues on topics dealing with the vast field of conservation, which are studied by research, also multidisciplinary groups, PhD schools, specialization schools and so on.